Auguri di Merdaccia.

AUGURI

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Gli animali artisti.

animali artisti

Noi animali del circo siamo orgogliosi del nostro lavoro, stiamo al riparo dalle intemperie, mangiamo tutti i giorni e ci divertiamo moltissimo negli spettacoli, ci affezioniamo ai domatori e mettiamo tutto il nostro impegno per divertire il pubblico pagante.

Abbiamo cambiato l’imprinting, se liberati gli erbivori non troverebbero alcun branco ad accoglierli nel suo interno e verrebbero subito mangiati dai leoni ed i carnivori non si potrebbero inserire nei territori di caccia altrui e morirebbero di fame.

Salvateci dalla sub bestialità di animalisti, vegani, rimbambiti dalle medicine e imbroglioni che cercano di entrare in politica per rubare a man bassa che oltre a distruggere uno degli spettacoli più antichi dell’umanità e creare miseria e disoccupazione ci condannano ad una morte orrenda.

tramonto con elefante

balletto

Fatto nome che non rima.

balletto

Rinsecchito un solo istante

fermo al palo che non getta

altra idea d’un idrante

butta acqua sulla fretta

chiuso il mondo tra le mura

gioia e festa a dar la stura.

 

Poesia s’è oscurata

per l’ecclissi di un cafone

reca vita trasandata

nella bolla di sapone

sullo scoglio ad accordare

nuova riva da abbordare.

 

Fantasia quella terra

dove danzano comari

lieve il sogno che si sferra

per volar su tutti i mari

ora visti dall’occhiello

nella chiusa del bordello.

 

Le parole soffia il vento

a danzare nell’aia scalza

mal celando il suo tormento

che dal culo il peto alza

luce al foro della tazza

   per cagare quella gazza.

Merdaccia

Il povero Piero.

autunno (2)

           Tra i denti della macina il tempo ingiallito

        star lì tremula foglia ad aspettare

   che il culo si apra ed esca la merda

        tigre sdentata sdunghiata scazzata malnata invecchiata

   quel che passivo rivale all’attivo

        nel lungo elenco fattosi nome di pietra scarlatta

leccami il cazzo mignatta…

                Povero Piero il culo s’arriccia

            a far del programma un solo momento,

      quel ramo c’ attende si stacchi

e volar giù al placido sonno che non calza risveglio…

      soffio di vento e botta di mano

                un salto è finito

                 ma nulla accade e s’attende domani

non tende alla sera latrare di cani…

         Quell’uno e quell’altro

di facce complesso tra pena e viltà,

    gelosia si porta la via

      che al lungo cammino ha tolto la vita,

forza maggiore non offre quartiere

    ed oste col conto non chiede pietà,

            non dà la parola alla sua museruola

un tacito incontro tra le lenzuola.

ritratto mu (9) 

Davanti allo specchio.

davanti lo specchio (1)

(Dedicata a me.)

Impotente rimbambito

che non può menare il pito

lecca culo alla giornata

per l’affè d’una chiavata

non sta in piedi a dondolare

ma si vanta del ciarlare

male solo sa predire

come il serpe tra le spire

tira e molla nel suo odore

per un pungolo d’onore.

 

Davanti lo specchio

lo vedo e lo sento bisbigliare ad orecchio

quel che sul lungo cammino

ha fatto copia col cretino

comodo il pasto

a rimuginar quel tasto

mostro d’arie rinchiuso in data

che muove il culo solo a pedata.

 

Catena la mente

se fosse altrimenti a tamburo battente

dover di cortesia

sopportare l’asfissia…

Davanti allo specchio

La pulce.

decollo

Pulce è per l’elefante

una fra tante a succhiar tra i peli

vista alla lente d’un solo istante

passato scordato a giocar sui meli

pare più grande del mammalucco

che tutto lo stagno resta di stucco.

 

Ahimè schiacciato da questo peso

tutto l’affanno d’un tratto sfuma

per fulminare di fuoco acceso

gioia dolente  scollar la piuma

foglia non cade da quel cipresso

al vento che spira l’odor del cesso.

 

Burattino sburattina a burattinar burattinati

quel che la storia soltanto dice

non senza latrare degli incazzati

va a cantar tutt’altre pice

oggetto il gusto amaro di quella figa

solo desiderio della sua briga…

melè piccioni

Atterraggio.

ucc (1)

 Fuori la porta del grattacielo

               polvere di strada

       arrotolata nella canna

fumo di tempo

       nuvola vulcanica

   danza per gli occhi

      sul palcoscenico chiuso

alza il sipario

   un giorno qualsiasi

           il tratto piacere

          la terra sotto i piedi

     il corpo che guarda…

gabbiano

Non è specchio che riflette le parole che son dette.

esopo

Preso così non è malaccio

3quel che crede l’incontrario

anche se ridotto in straccio

tiene pegno nel suo diario

libertà non è parola

ma sol fatto che si approva

nel filare la cosa in bella

senza fare la minuta.

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Se cornuta la formica

porta briciole al granaio

la cicala fa la briga

maturando senza guaio

quel che vede a guardar bene

nel silenzio della scala

non ha torto nel suo pene

ma diritto che conviene

farlo duro a tutto campo

al chiarore che brilla il lampo.

                                            Il rotolo

Colorando un file.

Untitled-2

Tornar uno quel che pare per volare su Nettuno

    pesca all’amo col sapore che al cuore fa richiamo

      tutto quel che rima in coda se soffrire è solo moda

        libertà non è parola  tra le spine di un aiola

                   il suo aspetto non ha paure e neppure un cancelletto

                        va a cantare nel suo mare il diletto che cuoce in petto

        la tempesta ed il ciel sereno del colore arcobaleno.arcobaleno

Fantasia vagabonda

        Fantasia vagabonda.

Cerca l’arco teso il bersaglio da centrare

   qualche cosa c’al prurito val la pena di grattare,

   ci son polli quagli e allocchi tutti quanti con bei gnocchi

                  ma non gusta per tirare,

caccia cerca quel che freme

    sangue fresco che non teme,

      dell’idea che par bella

              far di più è la favella,

                   qui non c’è da pescar cacchio

                       che sia meglio d’un abbacchio…

          Per non fare come il piffero

            che portò i topi al pero

        ben conviene al mio sentiero

                     stare senza alcun pensiero,

vagabonda fantasia va per caso e frullo d’ali

   a cercar su altra riva dove mettere gli occhiali.

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