Gli animali artisti.

Noi animali del circo siamo orgogliosi del nostro lavoro, stiamo al riparo dalle intemperie, mangiamo tutti i giorni e ci divertiamo moltissimo negli spettacoli, ci affezioniamo ai domatori e mettiamo tutto il nostro impegno per divertire il pubblico pagante. Abbiamo cambiato l’imprinting, se liberati gli erbivori non troverebbero alcun branco ad accoglierli nel suo interno…

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Fatto nome che non rima.

Rinsecchito un solo istante fermo al palo che non getta altra idea d’un idrante butta acqua sulla fretta chiuso il mondo tra le mura gioia e festa a dar la stura.   Poesia s’è oscurata per l’ecclissi di un cafone reca vita trasandata nella bolla di sapone sullo scoglio ad accordare nuova riva da abbordare.…

Il povero Piero.

           Tra i denti della macina il tempo ingiallito         star lì tremula foglia ad aspettare    che il culo si apra ed esca la merda         tigre sdentata sdunghiata scazzata malnata invecchiata    quel che passivo rivale all’attivo         nel lungo elenco fattosi nome di pietra scarlatta leccami il cazzo mignatta…                 Povero Piero…

Davanti allo specchio.

(Dedicata a me.) Impotente rimbambito che non può menare il pito lecca culo alla giornata per l’affè d’una chiavata non sta in piedi a dondolare ma si vanta del ciarlare male solo sa predire come il serpe tra le spire tira e molla nel suo odore per un pungolo d’onore.   Davanti lo specchio lo…

La pulce.

Pulce è per l’elefante una fra tante a succhiar tra i peli vista alla lente d’un solo istante passato scordato a giocar sui meli pare più grande del mammalucco che tutto lo stagno resta di stucco.   Ahimè schiacciato da questo peso tutto l’affanno d’un tratto sfuma per fulminare di fuoco acceso gioia dolente  scollar…

Atterraggio.

 Fuori la porta del grattacielo                polvere di strada        arrotolata nella canna fumo di tempo        nuvola vulcanica    danza per gli occhi       sul palcoscenico chiuso alza il sipario    un giorno qualsiasi            il tratto piacere           la terra sotto i piedi      il corpo che guarda…

Colorando un file.

Tornar uno quel che pare per volare su Nettuno     pesca all’amo col sapore che al cuore fa richiamo       tutto quel che rima in coda se soffrire è solo moda         libertà non è parola  tra le spine di un aiola                    il suo aspetto non ha paure e neppure un cancelletto                     …

Fantasia vagabonda

        Fantasia vagabonda. Cerca l’arco teso il bersaglio da centrare    qualche cosa c’al prurito val la pena di grattare,    ci son polli quagli e allocchi tutti quanti con bei gnocchi                   ma non gusta per tirare, caccia cerca quel che freme     sangue fresco che non teme,       dell’idea che par bella              …

Ermetico doc.

Tomba d’anni velata la carne l’abito di una suora                       dimenticata sotterrata da scudi di ferro                                per causa ignara d’effetto e d’affetto,                                                                 dorme nel sepolcro, sogna paesaggi incantati la cagna in calore,       represso, mai smesso, con permesso di confessore.                               Rimbalza il testimone sui picchi del tempo                       teatro di scheletri…